Rimini,
3 aprile 2004. “Credo
si debba insistere con
forza sul fatto che la
scuola italiana, insieme
ad una più mirata
attenzione per le discipline
professionalizzanti necessarie
per l’inserimento
nel mondo del lavoro, non
possa trascurare in alcun
modo lo studio della storia,
della filosofia, della
letteratura che cementano
la sensibilità etica,
ideale, spirituale di una
società e che ne
rafforzano lo spirito.
Sarebbe un errore separare
radicalmente, come accadeva
in passato, la cultura
pratica e professionale
da una buona conoscenza
dei valori, dei concetti
e delle idee che hanno
fondato e fondano l’Europa
e l’Eurasia. Se non
opereremo in questa direzione
correremo il rischio di
creare buoni “operai” in
colletto bianco: assolutamente
privi di coscienza, ma
ottimi consumatori”.
Lo
ha detto l’avvocato
Gustavo Raffi, Gran Maestro
del Grande Oriente d’Italia
di Palazzo Giustiniani,
la maggiore istituzione
liberomuratoria italiana,
nel corso della seconda
giornata dei lavori della
Gran Loggia 2004 in corso
a Rimini, durante la quale
si è anche svolta
la solenne cerimonia della
sua “installazione” nella
qualità di Gran
Maestro, carica nelle quale è stato
riconfermato per il quinquennio
2004 – 2009 a maggioranza
assoluta al termine delle
elezioni cui hanno partecipato
quasi ottomila Maestri,
sui circa undicimila che
costituiscono il corpo
elettorale.
Raffi
ha poi ricordato che “questo è un
rischio che l’Italia
non si può permettere
e che contrasta, inoltre,
con la visione dell’umanità propria
della cultura muratoria.
Come potremo fondare una
società multietnica
se non conosciamo né la
nostra storia né quella
degli altri, se la storia
stessa non conta più,
ma valgono solo il mercato
ed il commercio?”
“I
rischi – ha detto
ancora Raffi - ci sembrano
sotto questo profilo drammatici,
perché noi vediamo
nel cittadino il soggetto
critico e non il suddito
o il consumatore. Oggi
più che mai, in
un contesto globalizzante,
la conoscenza è di
fatto il solo strumento
per dialogare; con bieca
e crassa ignoranza si può fare
solo guerra, mentre insieme
alla fermezza la nostra
civiltà deve saper
unire la tolleranza e la
lungimiranza, la capacità di
dialogare e negoziare soluzioni
politiche”.
Raffi
ha anche sottolineato come “la
scuola per essere un punto
di forza del sistema democratico
ed educativo del paese
deve essere multiculturale
e multireligiosa; per poter
assolvere queste finalità deve
essere pubblica poiché lo
Stato deve garantire un
alto livello delle formazione
dei cittadini, anche di
coloro che hanno minori
opportunità di formazione”.
“La
globalizzazione e la multietnicità – ha
concluso - sono inarrestabili;
occorre instradare questo
processo in un percorso
di pace, di conoscenza
e di rispetto senza costruire
nuovi ghetti o nuove forme
di apartheid scolastico,
in cui ogni religione possa
alzare le mura della propria
scuola. Quale società nascerebbe
allora da questo modello?
Non una società complessa,
multiculturale, sebbene
stretta attorno ai valori
civili della costituzione
e dei diritti umani, della
legge e dello stato, bensì una
società della separatezza,
dei quartieri antagonisti,
delle quote suddivise tra
gruppi religiosi ed etnici,
del razzismo e dell’antagonismo
inter-etnico. A noi questa
prospettiva pare una follia
e pertanto ci sembra giusto
sottolinearne la pericolosità.” I
lavori della Gran Loggia
2004 si concluderanno domani
domenica.