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Eugen Lennhoff
"Il libero muratore"

 

Attraverso la sua simbologia, la Massoneria riesce a parlare con un linguaggio unico a coloro che, nei diversi paesi, cercano la verità e riesce a comunicare loro qualcosa di intimo e determinante, un “segreto” che non si può esprimere in nessun altro modo se non con una rappresentazione. Ed anche la sua immutabilità rappresenta un grande vantaggio del simbolo rispetto alla espressione in parole di un comandamento. In tal modo, da una parte si fissa per tutti i tempi il comune pensiero di base: viene impedito, per quanto possibile, un allontanarsi della volontà iniziale; d’altra parte, pur osservando i principi di validità generale, la libertà ammorbidisce e protegge, secondo lo spirito ed il sentimento, l’insegnamento massonico dal pericolo, sempre presente, di un irrigidimento dogmatico.
E così, praticando i simboli del rituale massonico, gli uomini d’oggi vedono con eguale intensità gli stessi prototipi dell’etica che sono a base dei simboli, come li vedevano cento e centocinquanta anni fa i loro precursori nella fratellanza.
Ed ancora: anche uomini che hanno preso posizione di fronte alla realtà ed all’esattezza, hanno profondamente radicata la tendenza al culto. Questa necessità è compresa perfettamente dal sistema simbolico della Massoneria. I simboli sono stati desunti per una notevole parte dalle corporazioni dei muratori che nel medioevo costruivano le cattedrali. In che maniera già allora dominasse lo spirito, fino a che punto fosse decisiva ai fini del lavoro, la singola opera dello scalpellino, si può oggi apprezzare solo con difficoltà. Ma allora, come sempre, la Massoneria ha conservato le disposizioni desunte dalle vecchie corporazioni di mestiere. Anche essa è arte costruttiva, che trasfonde gli insegnamenti del lavoro manuale alla erezione del tempio dello spirito. Una costruzione, che esige un duplice lavoro, l’erezione di un tempio di purezza nel proprio cuore e l’impegno di rendere più bello e luminoso il mondo.