La
Villa "II Vascello" rappresenta
una delle più singolari
ville romane, eccentrica
per significato e per tipologia
di arredi, ricercata da visitatori
illustri. Sorge in un luogo
privilegiato, alle porte
del Vaticano, luogo che diviene
scenario di grandi ville
barocche. Elpidio Benedetti,
abate al servizio della corona
francese, sceglie questo
spazio proprio per la sua
posizione dominante sul colle
Vaticano e per entrare a
pieno titolo in un'area in
splendida ascesa. Ad un modesto
progetto iniziale, allegato
al capitolato dei lavori
edilizi del 1663, redatto
dal direttore dei lavori.
L’”architettrice” Plautilla
Bricci, segue un'altra soluzione
ben più innovativa
ed originale, che si ipotizza
sia dovuta a Gian Lorenzo
Bemini, soluzione che nel
settecento viene interpretata
come un Vascello.
Il casino che ne risulta, circondato da un piccolo giardino prezioso, documenta
un ambizioso programma letterario ed artistico. La villa diviene scenario di
episodi eroici durante i combattimenti che segnano la fine della repubblica Romana
nel 1849, durante i quali il casino, quasi distrutto, viene difeso strenuamente
da Giacomo Medici e dai suoi soldati, divenendo così un emblema degli
ideali di libertà e democrazia. Luigi Medici del Vascello, dopo aver acquistato
il complesso, provvede a condurvi importanti restauri, curati da Guido Beretta,
in particolare sul casino già destinato a conservare gli agrumi, che attualmente è di
proprietà del Grande Oriente d'Italia.
Carla
Benocci, storica dell'arte
della Soprintendenza ai Beni
Culturali del Comune di Roma.