--ARMONIA E FRATELLANZA -- -IL PERCORSO MUSICALE
 
 

Un profondo intellettualismo e un’intensa religiosità percorrono l’opera di Bach, il genio dell’unificazione in cui confluiscono l’antico ed il moderno.
Massimo rappresentante del barocco musicale nacque in un paese della Turingia come discendente di una famiglia dedita alla musica da almeno quattro generazioni.
Rimasto orfano di padre e di madre a dieci anni, frequentò il liceo di Ohrdruf, ospite del fratello Johann Christoph che gli insegnò i rudimenti della musica, ma Johann Sebastian deve essere considerato essenzialmente un autodidatta.
Egli studiò le opere dei maestri stranieri - in particolare italiani - e venne in contatto con una vita musicale rigogliosa che gli fece conoscere esecutori tedeschi e stranieri, e lo indusse a soventi viaggi ad Amburgo dove era in piena fioritura la scuola tedesca del profondo nord.
Nel 1703 entra alla corte di Weimar in qualità di violinista; pochi mesi dopo lo troviamo ad Arnstadt come organista a San Bonifacio.
Ricopre la stessa carica a Mulhausen nella chiesa di San Biagio, e a Dombeim sposa la cugina Maria Barbara, ma nel 1708 ritorna a Weimar in qualità di organista di corte.
Nel 1717 entra alla corte di Cothen, dove rimane sino al 1723 (passando dopo la morte di Maria Barbara a seconde nozze con Anna Magdalena nel 1721), e dove ha modo di dedicarsi, in particolare, alla musica profana (nascono qui i Sei Concerti brandeburghesi).
Nel 1723 si qualifica infine in qualità di Cantor e direttore di musica a San Tommaso di Lipsia.
Gli impegni pratici lo assorbono moltissimo, eppure Bach trova il modo di scrivere una nuova cantata per ogni settimana e di concepire alcune delle sue più colossali creazioni nel campo della musica sacra (la Grande Messa in si minore e altre quattro messe minori, le Passioni, l’oratorio di Natale, oltre a una serie di composizioni minori).
Nel 1749 perde interamente la vista e le sue condizioni generali si aggravano, tanto che un anno dopo muore di apoplessia, mentre sta per portare a termine la colossale Arte della fuga.
Di lui resta per tutto il sec. XVIII un ricordo imponente più come organista che come compositore.
Solo nel 1802 lo storico Johann N. Forkel ne rivaluta in un saggio l’importanza di compositore, e nel 1829 Mendelssohn presenta a Berlino la Passione secondo S. Matteo: incomincia qui la vera, eterna fama di Bach, che resta incorrotta e altissima ad oltre due secoli dalla sua morte.

 

Johann Sebastian Bach
1685 – 1750

 
 
Radicata nel patrimonio etnico ungherese la musica di Bela Bartok è però decisamente moderna nella sua inesauribile ricerca timbrica e armonica e nell’ossessionante energia ritmica.
Rivelatosi ottimo pianista fin da fanciullo, si perfeziona all'Accademia Musicale di Budapest, imponendosi all'attenzione del pubblico internazionale già nei primi anni del secolo.
Nello stesso tempo incomincia con Kodaly a occuparsi del canto popolare del suo Paese, svolgendo per un decennio un'attività intensa di raccoglitore e trascrittore del ricchissimo patrimonio musicale folklorico dei Balcani e arabo.
Dal 1907 insegnò pianoforte all'Accademia di Budapest, sempre tenendo ampie tournèes concertistiche in patria e all'estero, anche in duo con la moglie e col violinista Szigeti.
Influenzato all'epoca della sua formazione soprattutto dalle grandi correnti della musica centro-europea, da Brahms a Wagner, sino all'impressionismo di Debussy e Ravel, Bartok si volse gradualmente allo studio del patrimonio musicale popolare del suo paese, traendone suggerimenti decisivi per la sua produzione.
Seppe fondere le avanzate tecniche della musica colta europea, la conoscenza approfondita e spregiudicata delle più moderne tendenze musicali dell'Europa dell'epoca (non ultimo Strawinsky), con la coscienza che solo attingendo in profondità al folklore musicale gli sarebbe stato possibile creare un'arte svincolata dall'influsso di altre civiltà, sprovincializzata e insieme aperta ai più attuali problemi di linguaggio.
Egli sentì fortemente dopo il 1910 l'influsso dell'espressionismo di marca viennese che in alcune opere posteriori è evidente.
Nelle ultime opere della maturità, invece, egli sembra aspirare a una distesa semplicità di linguaggio, in cui fa appello decisamente a quella tonalità che in alcune opere del periodo di mezzo era quasi giunto a rinnegare o comunque a sottoporre a una critica severa.
Bartok è autore - fra le altre cose - dell'opera "Il Castello di Barbablù" (1918), de "Il Principe di legno" (1917) e "Il Mandarino meraviglioso" (balletto, 1919); di tre concerti per pianoforte e orchestra e altri brani con orchestra. Ma nella sua produzione conserva un posto di primo piano anche la musica da camera, in particolare i sei grandiosi quartetti (1908-39), i pezzi per strumenti diversi e pianoforte e quelli per pianoforte solo (tra cui il Mikrokosmos, l'unico metodo d'insegnamento pianistico basato su criteri di una – per allora - spregiudicata modernità).
Circondato dall'ammirazione e dalla stima dei suoi contemporanei, nel 1939 lasciò per ragioni politiche l'Ungheria stabilendosi negli Stati Uniti, dove tenne conferenze e si dedicò al concertismo e all'insegnamento, senza riuscire peraltro a inserirsi interamente in questo paese a lui estraneo, tanto che pochi anni dopo moriva in solitudine e nella miseria più nera.

Bela Bartok
1881 – 1945

 
 
L'opera di Beethoven ha rappresentato un momento di rivoluzione nei confronti del passato e un punto di riferimento altissimo, anche se non del tutto compreso, per i suoi immediati successori. E' stato compito della nostra epoca coglierne compiutamente l'universalità e l'attualità.
Di origine fiamminga, la famiglia lo avviò alla musica molto precocemente.
A 9 anni iniziò studi più regolari con Christian Neefe, organista di Corte.
A soli 14 anni divenne secondo organista della Cappella del principe elettore.
Si recò a Vienna nel 1787, ma vi rimase ben poco a causa della morte della madre; fece ritorno a Vienna, dove si stabilì definitivamente, nel 1792, divenendo allievo di Haydn, Albrechtsberger e Salieri.
A Vienna fu ammirato e protetto da famiglie influenti ed ebbe inizialmente una vita felice, incrinata, a poco a poco, dal dramma della sordità crescente, che lo portò vicino al suicidio nel 1802, facendogli maturare ancor più la coscienza della propria missione artistica.
Di qui in poi, nonostante il successo crescente e la fama internazionale, l'isolamento del compositore si fece più marcato, compromettendo i suoi rapporti sociali e sentimentali: questo suo atteggiamento fu testimoniato dai cosiddetti "quaderni di conversazione", oltre i quali si tagliò una produzione musicale sempre più stupefacente.
Compose 9 Sinfonie e varie Ouvertures per orchestra, 5 Concerti per pianoforte e orchestra ed uno per violino, 32 Sonate per pianoforte, musica sacra, un'Opera, varie altre musiche vocali.

Ludwig van Beethoven
1770 - 1827

 
 
Irruente, passionale, trasgressore e innovatore, sia nella vita che nella musica, Berlioz infranse con la sua opera forme e modelli tradizionali.
Figlio di un medico, era talmente dotato musicalmente che a dodici anni scrisse le sue prime composizioni.
Recatosi nel 1822 a Parigi, dove per volontà del padre avrebbe dovuto seguire gli studi di medicina, si dedicò interamente alla musica, perfezionandosi dal 1826 al '28 con Reicha e Lesueur al Conservatorio.
Nel 1831 è a Roma, dove conosce Mendelssohn, e nel 1832 è di nuovo a Parigi, dove deve lottare contro ristrettezze finanziarie e contro disavventure familiari.
Inizia allora l'attività di critico, e dal 1835 al 1863 scrive per il "Journal des dèbats"; intanto organizza concerti di proprie musiche e viene notato da Paganini.
Nel 1838 entra al Conservatorio come vice-bibliotecario, e nel 1839 conosce il primo incontrastato successo di pubblico con "Romèo et Jutiette".
Nel 1854, morta la prima moglie, si risposa con una cantante, e con lei continua le tournèes già iniziate nel 1843, in tutti i paesi d'Europa come acclamato e conteso direttore d'orchestra.
Ma le sue composizioni a Parigi non incontrano ancora uno stabile favore, mentre l'affezionato amico Liszt arriva a organizzargli a Weimar nel 1855 un "Festival Berlioz".
Negli ultimi anni è nuovamente perseguitato dalle sventure familiari: gli muoiono l'affezionata sorella e la seconda moglie, e nel '68 scompare il suo amico carissimo Humbert Ferrand.
Si attenua così anche l'attività compositiva, proprio mentre il suo genio incomincia ad essere finalmente riconosciuto in Francia e fuori.
Nel 1867-68 si reca nuovamente in Russia, e ancora una volta è accolto trionfalmente: ma la sua fibra è minata dalle fatiche e dal dolore, e tre mesi dopo il ritorno muore.

Hector Berlioz
1803 - 1869


 
 
Nel suo operoso isolamento in Spagna, lontano dalle grandi innovazioni del classicismo viennese, Luigi Boccherini approfondì con maestria lo stile galante.
Figlio di un contrabbassista, studiò il violoncello fin da fanciullo, e a 16 anni già si esibiva in pubblico.
Nel 1757 si recava a Roma per terminare gli studi, subito dopo a Vienna, e nel 1761 rientrava a Lucca, dove diveniva primo violoncello nell'orchestra.
A Firenze costituì dopo qualche anno il primo quartetto stabile di cui si conservi memoria, e nel 1767 conosceva a Cremona Sammartini, il grande sinfonista milanese.
Tenne concerti in Spagna col violinista Manfredi (che già aveva fatto parte del quartetto), e qui ottiene il posto di compositore e violoncellista da camera dell'Infante Don Luigi.
A Madrid rimase tutta la vita, ma non ebbe fortuna negli ambienti della corte, tanto che solo da Federico il Grande poi‚ ricevette, fino al 1797, una pensione che gli derivò dall'aver dedicato al re di Prussia molte composizioni.
Con l'arrivo di Luciano Bonaparte le sue condizioni andarono incontro a un momentaneo miglioramento, ma egli finì i suoi giorni nella più squallida miseria.
Boccherini è l'ultimo rappresentante della gloriosa tradizione strumentale italiana del '700.
In un periodo in cui su tutti i teatri d'Europa imperava l'opera italiana, in cui la gloriosa scuola di Corelli, di Vivaldi, di Tartini trovava seguaci sempre più rari, Boccherini tenne fede incrollabilmente al genere strumentale, a cui dedicò la maggior parte della sua attività, lasciando nel campo vocale solo pochi lavori teatrali, qualche oratorio e alcune cantate.
Egli può essere considerato come un tipico esponente del rococò settecentesco, ma non gli si possono disconoscere alcuni tratti che denotano una sensibilità già aperta agli sviluppi posteriori della musica: è il romanticismo che fa capolino in certe vibrate linee melodiche dei suoi archi, o almeno è la scuola classicistica di Vienna che trova in lui, che pure non conosceva la produzione di Haydn e di Mozart, un corrispettivo inaspettato.
Violoncellista di grandissima classe oltre che compositore stimato dai contemporanei, egli introdusse una serie di importanti innovazioni nella tecnica del suo strumento, e i suoi undici concerti per violoncello e orchestra (non tutti di sicura attribuzione) costituiscono una pietra miliare nel quadro dello sviluppo della tecnica violoncellistica.
Lasciò 30 sinfonie: tuttavia la parte più notevole della sua opera sta nella produzione cameristica, che comprende 16 sestetti, 113 quintetti per archi e numerosi altri per vari complessi strumentali, 102 quartetti per archi e altre composizioni per diversi strumenti.

Luigi Boccherini
1743 - 1805

 
 
Nostalgico del romanticismo musicale, Brahms seppe fondere, all'interno delle architetture tradizionali, tecniche appartenenti a epoche fra loro lontane contribuendo in modo rilevante all'evoluzione dl linguaggio musicale.
Figlio di un contrabbassista attivo nell'orchestra del teatro amburghese, fu precocemente avviato allo studio della musica.
Cimentatosi prestissimo come pianista in birrerie e locali simili, intraprese a 20 anni un'importante tournée con il violinista Eduard Remény, che gli diede opportunità di conoscere Joseph Joachim, anch'egli violinista, e poi Liszt e Schumann.
Quest'ultimo, con un famoso articolo critico, lo segnalò come un grande talento.
I dieci anni seguenti lo videro intento ad approfondire i problemi compositivi, impegnandosi nel frattempo prima a Detmold e poi ad Amburgo come maestro di coro.
Nel '62 fu a Vienna, dove divenne amico del critico Eduard Hanslick e dove, nei 2 anni seguenti accettò l'incarico di maestro del coro dell'Accademia di canto.
Fissata la sua residenza in questa città, che da allora in poi abbandonò solo episodicamente, trovò consensi sempre più vasti per la sua produzione musicale (nel '68 nacque il Deutsches Requiem, nel '76 la Prima Sinfonia).
Coltivò con continuità un rapporto di amicizia, confinante con la passione, con Clara,la vedova di Schumann,.
Quantunque il suo carattere, negli ultimi anni di vita, si fosse fatto sempre più scontroso, la sua scomparsa, a meno di un anno dalla morte di Clara Schumann, destò clamore e cordoglio nell'ambiente musicale internazionale.
Compose 4 Sinfonie, 2 Serenate e 2 Ouvertures per orchestra, 4 Concerti (2 per pianoforte, uno per violino, uno per violino e violoncello), musica sacra, corale, liederistica, pianistica.

Johannes Brahms
1833 - 1897

 
 

Personalità semplice e talvolta ingenua, profondamente legata alle sue origini rurali, Anton Bruckner ha conosciuto recentemente una viva rinascita di interesse rivolta soprattutto alla sua produzione sinfonica.
Seguendo la tradizione familiare, dopo gli studi nell'abbazia collegiale di Sankt Florian, nel '41 iniziò a lavorare come maestro elementare e nel '48, provvisto di una discreta cultura da autodidatta, divenne organista in quella stessa abbazia.
Fu soltanto nel 1855 che, a Vienna, ebbe occasione di frequentare un insegnante di alto livello come Simon Sechter.
L'anno successivo ottenne il posto di organista nel duomo di Linz.
Conclusi gli studi di composizione a 37 anni, avviò una fortunata attività concertistica.
La personalità artistica di Bruckner fu condizionata dalla musica di Wagner, così come lo è stata quasi tutta la musica europea, a partire dall'ultimo quarto dell'ottocento. Il rapporto tra Wagner e Bruckner fu paragonato a quello di un monarca verso un fedele suddito.
Egli subì la suggestione imposta da Wagner a tutta l'Europa musicale e consistente nella consapevolezza che il linguaggio tradizionale dovesse progredire per esprimere le nuove sensazioni e la nuova sensibilità di un mondo decisamente avviato verso il progresso.
Nel 1891 ricevette la laurea honoris causa dall'Università di Vienna ed i suoi ultimissimi giorni vennero allietati dall'ospitalità in un appartamento al Belvedere, per volontà dell'imperatore Francesco Giuseppe, mentre cresceva sempre di più l'interesse per la sua opera.
Ai suoi funerali solenni partecipò tutto il mondo musicale viennese.
Compose 9 Sinfonie (l'ultima incompiuta), molta musica sacra, opere per coro, musica pianistica e organistica.

Anton Bruckner
1824 - 1896

 
 

Vissuto lungamente in Francia, dove divenne l'autorevole e inflessibile direttore del Conservatorio parigino, Cherubini recò grandi innovazioni nel teatro musicale, rivoluzionando le convenzioni operistiche.
Incoraggiato dal padre, iniziò gli studi musicali ancora bambino, perfezionandosi poi a Bologna con Giuseppe Sarti, con l'aiuto del quale, non ancora ventenne, mise a punto la sua prima opera.
Trasferitosi per un periodo a Londra, dove ottenne fra l'altro la nomina di compositore di corte, e dopo un altro breve soggiorno a Torino, fissò la sua residenza definitiva a Parigi nel 1788, dove, tramite l'amicizia di Viotti, entrò in contatto con gli ambienti aristocratici.
Nominato direttore del "Théátre de Monsieur", aderì poi alle iniziative di Bernard Sarrette, creatore di una banda musicale e di una scuola di musica, e dal '94 divenne insegnante al Conservatorio.
Dopo l'incontrastato successo dell'opera Medée, godette di fama internazionale, nonostante la poca simpatia dimostratagli da Napoleone.
Quindi ebbe occasione di recarsi a Vienna, nel 1805, dove conobbe Haydn.
Invitato nel 1815 a Londra dalla Philarmonie Society, tornò infine a Parigi dove divenne direttore della Cappella reale.
Direttore del Conservatorio dal 1821, proseguì questo impegno fino al termine della sua vita lasciando un'eredità musicale ammirata da intere generazioni di grandi musicisti, da Beethoven a Brahms.
Compose più di 30 Opere, diverse Messe e altre pagine sacre, cantate e altre pagine vocali, una Sinfonia.

Luigi Cherubini
1760 - 1842

 
 

Un'esasperata sensibilità caratterizza la vita inquieta e tormentata di Ciaikovski, che nella sua musica esprime in modo immediato e suggestivo i più diversi stati emotivi.
Dopo gli anni della prima gioventù, divisi tra musica e scuola di diritto, nel '62 si iscrisse al Conservatorio di San Pietroburgo, divenendo allievo di Anton Rubinstein e diplomandosi nel '65.
In seguito divenne insegnante di armonia presso il Conservatorio di Mosca, allacciando qualche anno più tardi rapporti con l'ambiente del "Gruppo dei Cinque".
Dopo il fallimento del matrimonio con Antonina Miljakova, nel '77, e un tentato suicidio, avviò un singolare rapporto con Nadieida von Meck che gli garantì una libertà di movimento assoluta e una rendita annua.
Da allora, abbandonato l'insegnamento e senza più problemi economici, poté dedicarsi completamente alla musica, conoscendo un successo internazionale notevolissimo, culminato con inviti negli Stati Uniti e con il conferimento di una laurea "honoris causa" da parte dell'Università di Cambridge.
La causa della sua morte, avvenuta a San Pietroburgo, fu a lungo attribuita ad un'epidemia di colera.
Qualche anno fa è avanzata, invece, l'ipotesi del suicidio.
Compose diverse Opere, 3 balletti, varie musiche di scena, pagine corali sacre e profane, 6 Sinfonie e altri lavori per orchestra, 3 Concerti per pianoforte e orchestra, uno per violino, variazioni per violoncello e orchestra, pezzi pianistici e per canto e pianoforte.

Petr Ilic Ciaikovski
1840 - 1893


 
 
Circondata dal rispetto di tutta l'Europa musicale, l'opera di Corelli rappresenta l'archetipo delle forme della musica strumentale italiana barocca.
Fra i musicisti della sua epoca, tra la fine del XVII secolo e l'inizio del XVIII, Arcangelo Corelli fu uno dei pochi a non essere costretto ad un ritmo frenetico di lavoro per garantirsi successo, favori e tranquillità economica.
Si perfezionò in musica a Bologna, ma ben presto fu a Roma, come violinista in orchestre di chiesa e di teatro.
Corelli è forse il maggior rappresentante del barocco strumentale italiano.
La sua opera, esclusivamente concepita per strumenti ad arco, raggiunge un respiro e una perfezione formale ignota prima di allora ai maestri italiani.
Le sue principali innovazioni ebbero inizio nel campo della sonata a tre, di cui stabilì in quattro il numero dei tempi, per trasferirsi poi anche in campo orchestrale nei 12 Concerti grossi, che sono le sue uniche composizioni per orchestra.
Qui il numero dei tempi varia da quattro ad otto: da notarsi la distinzione netta tra strumenti soli - "concertino" - e il "tutti" orchestrale, un principio formale che resterà fondamentale per tutta la produzione barocca
L'importanza di Corelli è grandissima anche per l'evoluzione della tecnica degli archi, specie del violino.
La sua scuola ebbe seguaci in ogni parte d'Europa.
Nelle sue composizioni egli stabilisce le funzioni dei singoli strumenti del quartetto d'archi, tende a mettere in rilievo il violino, introduce una cantabilità e un'arcata espressiva che attingono altezze sublimi e fanno capire quanto la produzione strumentale europea del '700 sia debitrice a lui, grandissimo caposcuola di intere generazioni di musicisti.
Dal 1682 al 1708 fu direttore dei violini a S. Luigi dei Francesi e dal 1687 anche maestro di cappella del cardinale Benedetto Pamphili, passando tre anni dopo al servizio del cardinale Pietro Ottoboni: qui rimarrà fino alla morte, godendo i favori del cardinale, ammirato per la sua produzione musicale in tutta l'Italia.
Venne sepolto nel Pantheon.

Arcangelo Corelli
1653-1713


 
 

La musica di Anton Dvorak rappresenta il completamento e, insieme, il superamento dell'opera di Bedrich Smetana nel senso di una progressiva dilatazione cosmopolitica della musica boema.
Di famiglia modesta, fu spinto alla musica dal padre e nel 1857 si recò a Praga dove poté entrare alla Scuola organistica.
Dopo un'esperienza decennale come violinista nell'orchestra dell'Opera nazionale, per interessamento di Hanslick e Brahms ottenne una borsa di studio del governo, che gli permise di concentrarsi maggiormente sull'attività compositiva, in breve riconosciuta in ambito internazionale.
Nel '92 si trasferì negli Stati Uniti, dove fino al '95 diresse il Conservatorio di New York.
Dal 1901 assunse la direzione del Conservatorio di Praga, mantenuta fino alla morte.
Compose diverse Opere teatrali, 9 Sinfonie, 5 Poemi sinfonici, Concerti (per pianoforte, per violino, per violoncello), lavori corali, pianistici, liederistici.

Anton Dvorak
1841 - 1904

 
 

Pur avendo iniziato precocemente la carriera musicale come violinista, direttore d'orchestra e organista, fu solo a partire dal 1889 che decise di dedicarsi alla composizione con il massimo dell'impegno.
Autodidatta, ebbe già un buon successo nel 1896 con l'oratorio "Lux Christi" ma furono soprattutto le "Variazione Enigma" a dargli fama in tutta l'Inghilterra.
Ottenne numerosi riconoscimenti per la sua attività (nel '24 fu acclamato "Master of the Kings Music") riducendo però moltissimo la produzione negli ultimi 15 anni di vita.
Compose numerosi lavori per il teatro, diversi Oratori, 2 sinfonie, 2 concerti (uno per violino e uno per violoncello), pezzi organistici e pianistici.
Elgar si diletta nell'invenzione di melodie affettuose, facili, di immediata presa, che affida al violino, mentre il pianoforte ha un ruolo di sfondo.

Edward Elgar
1857 - 1934

 
 

Austero e riservato, concentrato sui valori spirituali della musica, Franck fu un compositore assorto nella propria interiorità, un eccellente organista e un maestro intorno a cui si raggrupparono spontaneamente i giovani musicisti francesi.
Pianista prodigio, dopo i primi studi al Conservatorio di Liegi nel '35 si trasferì a Parigi come allievo di Zimmermann e Reicha.
Iscritto anche alla scuola d'organo, nel '42 abbandonò il Conservatorio di Parigi per dedicarsi al concertismo, all'insegnamento e alla composizione.
Nominato nel '58 maestro di cappella e organista titolare in Sainte-Clotilde, successivamente partecipò alla fondazione della "Société Nationale de Musique" e ottenne l'insegnamento di organo al Conservatorio, trovando però contrastato il riconoscimento del proprio genio compositivo.
Compose lavori sacri e per il teatro, lavori sinfonici, organistici, pianistici, corali, vocali da camera.

César Franck
1822 - 1890


 
 
La sua opera compositiva rappresenta il punto massimo dell'espressione musicale del Rinascimento veneziano, un'autentica porta che apre al barocco nella migliore tradizione italiana.
Nelle composizioni di Gabrieli è presente l'autentico spirito vocale veneziano, quello caratterizzato dal senso del magnifico e della stupenda festa musicale, proprio come in Monteverdi.
Fra tutte le sue composizioni bastino citare le "Sacrae Symphoniae" del 1597, per dare un esempio dell'arte del Gabrieli: non solo cantabilità spiegata, ma anche indipendenza della parte strumentale che accompagna le arie cantate.
Nipote di Andrea Gabrieli, organista a S. Marco a Venezia dal 1566 sino alla morte (vent'anni dopo), Giovanni ereditò dallo zio la carica permanente presso la Basilica nel 1585.
Inoltre, quella che una volta era l'abbellimento - ovvero una fioritura strumentale passegggera e priva di importanza - qui diventa elemento necessario, con uno sviluppo lirico a sé stante, che arricchisce la nuova forma musicale.
Da ricordare, tra tutte, le "Canzoni et Sonate", che, assieme ad altre opere di quel periodo (1615), aprono decisamente alla sontuosità del barocco.

Giovanni Gabrieli
1558 - 1613


 
 
Il motivo per cui Geminiani fu attivo fuori d'Italia negli anni della maturità, deriva dal fatto che un musicista come lui, dedito esclusivamente alle composizioni strumentali, trovava accoglienze degne del suo valore soltanto all'estero, particolarmente nel mondo anglosassone.
Virtuoso del violino e compositore, la sua opera servì a promuovere lo stile squisitamente italiano e la tecnica che era stata tipica dei suoi maestri: Corelli e Alessandro Scarlatti.
Per descrivere le emozioni che suscitavano i suoi concerti, si sappia che Tartini parlava di "furibondo Geminiani".
Era assai noto sia come insegnante che come concertista (specie in quel di Londra), quando esplose la sua fama di virtuoso per eccellenza: pare avesse chiesto, proprio per una performance nella città di Londra, di essere accompagnato personalmente da Haendel.
La maggior parte della produzione di Geminiani è rappresentata da Concerti per violino, essendo stato questo lo strumento del quale fu principe.
Scrisse anche opere teoriche, dedicate alla tecnica dell'esecuzione del violino; in particolar modo "Art of Playing the Violin", edito a Londra, nel 1730, un lavoro didattico-strumentale scritto ben 22 anni prima della "Violinschule" di Leopold Mozart.
Dal 1733 sino alla morte visse a Dublino.

Francesco Geminiani
1687-1762

 
 

Primo musicista nazionale della Norvegia, Grieg seppe evocare le suggestioni del mondo nordico, elaborando un linguaggio spoglio e fresco, originale e precorritore di stili più moderni.
Figlio di un commerciante e di una pianista, dopo i primi studi con la madre si iscrisse nel 1858 al Conservatorio di Lipsia, su consiglio del celebre violinista Ole Bull, dove fu allievo di Reinecke e Moscheles.
Tornato in patria nel 1862, partì per Copenaghen l'anno successivo, per perfezionarsi con Niels Gade.
Qui fondò, con altri musicisti, l'associazione Euterpe, volta alla diffusione della musica nordica.
Creò diverse altre istituzioni culturali (l'Accademia musicale norvegese e l'Associazione musicale a Oslo).
Insieme all'attività compositiva si dedicò a quella concertistica, via via crescente in diversi paesi europei, dove venne a contatto con i maggiori musicisti del tempo.
Compose musiche di scena, un Concerto per pianoforte e vari lavori per orchestra, pagine vocali, corali, pianistiche e Lieder per canto e pianoforte.
Il catalogo di musica da camera comprende un Quartetto per archi, 3 Sonate per violino e pianoforte, una Sonata per violoncello e pianoforte e qualche altro lavoro incompiuto.
Per la sua scomparsa venne proclamato il lutto nazionale.

Edvard Grieg
1843 - 1907

 
 
Contemporaneo di Bach, rappresenta la più completa espressione del barocco musicale. La sua esuberante creatività fonde tutti gli stili dell'epoca in una sintesi unitaria e coerente.
Nonostante la manifesta inclinazione per la musica, Handel era stato destinato dal padre allo studio della legge.
Tuttavia, pur frequentando per diversi anni l'università, non abbandonò i contatti con gli ambienti musicali, che aveva imparato a conoscere fin da fanciullo alle corti del duca di Sachsen-Weissenfels e del principe elettore di Brandeburgo, dove suo padre prestava opera di medico; e già nel 1697 riusciva ad entrare nella cattedrale come assistente organista, ottenendo nel 1702 la nomina a primo organista.
Nel 1703 si spostò ad Amburgo, dove entrò a far parte come violinista nell'orchestra diretta dal celebre operista Reinhard Kaiser.
Qui incominciò a farsi conoscere come compositore per il teatro, ma nel 1706 partiva per l'Italia, dove rimaneva per tre anni soggiornando a Venezia, Firenze, Roma e Napoli e facendo tesoro dei suoi contatti con l'ambiente musicale.
Nel 1710 diviene maestro di cappella alla corte di Hannover, e risale a quell'anno il primo viaggio a Londra per mettere in scena una propria opera. A Londra si stabilisce definitivamente nel 1713, un anno prima della nomina dell'elettore di Hannover, presso cui prestava servizio al re d'Inghilterra, col titolo di Giorgio I.
Tranne alcuni viaggi in Germania, Handel si radica per tutto il resto della vita in Inghilterra, dove diviene uno dei personaggi centrali dell'attività musicale, protagonista di polemiche, di imprese non sempre coronate da successo, di rivalità con altri compositori.
Dopo esser stato a capo della Royal Academy (istituzione favorevole all'opera italiana) e aver fatto rappresentare con successo opere e balli al Covent Garden e al King's Theatre, nel 1741 cessa, sfiduciato, di comporre per il teatro, dedicandosi principalmente all'oratorio e alla musica sacra e strumentale, e recandosi in Irlanda per un soggiorno di otto mesi.
In Handel prevalse sempre la cantabilità, il senso lirico, più che non l'aspetto squisitamente contrappuntistico- strutturale infatti fu capace di toccare tutti i generi compositivi, riuscendo geniale e affascinante creatore in tutte le forme musicali del tempo.
Ma anche l'apporto agli strumenti a tastiera è notevole, con molte composizioni per organo o per clavicembalo.
Quasi cieco a partire dal 1751, non per questo abbandona l'attività creativa, e fino agli ultimi giorni di vita detta le sue opere agli amici più fidati e dirige personalmente un buon numero dei suoi oratori.
Si spegne circondato dalla stima di tutto il mondo musicale, dopo una vita intessuta in parte di amarezze ma in parte anche di grandi, indimenticabili successi.

Georg Frederich Haendel
1685 - 1759


 
 

Maestro del classicismo viennese, Haydn stabilì la forma della sonata, del quartetto e della sinfonia, realizzandone compiutamente l'equilibrio formale e armonico.
L'imperatrice d'Austria Maria Teresa amava sopra ogni altra cosa occuparsi personalmente del coro della Cattedrale di S. Stefano, a Vienna: quando ella lamentò che la pura voce di soprano del quindicenne Franz Joseph Haydn era ormai in mutazione, il maestro del coro si affrettò a sostituire Joseph col fratello minore, Michael Haydn.
Haydn trascorse gli anni seguenti a suonare per le strade di Vienna, a dare lezioni di musica, a esercitarsi col violino nelle soffitte, a studiare Bach sul suo clavicembalo e a comporre.
A 29 anni, entrò al servizio della grande famiglia ungherese Esterhazy, e per il resto della sua vita non ebbe più nulla di cui preoccuparsi sul piano delle necessità materiali.
Il mecenate di Haydn era il principe Nicola, il più ricco dei nobili del tempo: in una palude umida e battuta dai venti, a sud-ovest di Vienna, Nicola si fece costruire una favolosa residenza di campagna, che chiamò Esterhazy.
Era una specie di Versailles sul Danubio, coi suoi canali, i cervi nel grande parco, le grotte, due teatri (uno dei quali per l'opera), un coro di cappella, una sala da concerto, e un'orchestra di 16 elementi, l'ideale per un compositore che aveva bisogno di esprimere e creare, nonché di sviluppare quella forma che poi sarebbe stata portata sino al limiti delle sue possibilità da Beethoven, la Forma Sonata.
Ebbene, su questo principato musicale Haydn regnò come un re; dunque le sue vicende umane non influirono più di tanto sulla sua produzione musicale.
Se Haydn oggi porta l'etichetta di "classico", nel suo tempo fu sovente considerato un avventato innovatore, la cui orchestrazione era un po' troppo chiassosa.
Sebbene non sia del tutto vero che egli fu "il padre della sinfonia", come è stato chiamato, più di ogni altro, però, Haydn contribuì a porre la musica strumentale sullo stesso piano della musica vocale, e a favorire l'ascesa della musica da camera al livello e alla complessità richiesta dalle grandi sale da concerto.
Nella sua produzione, a parte lo sconfinato numero di Sinfonie (più di 100), un posto a parte merita quella quartettistica: lui come pochi altri compositori riuscì a creare strutture stupende come le raccolte dei quartetti d'archi.
Nella produzione pianistica, invece, egli seguì lo sviluppo e l'evoluzione sia della forma Sonata in sé che quella del linguaggio in essa usato, passando da un'estetica neo-barocca, a quella puramente classica, sino addirittura a dei timidi abbozzi di "romanticismo", nascosti qua e là tra le righe di quanto andava componendo.
Tra i concerti per strumento solista e orchestra, più che quelli per pianoforte eccellono quelli per violoncello e - soprattutto - quelli per violino e orchestra.
Copiosa anche la produzione vocale: tra tutte le sue composizioni, merita un posto speciale "La Creazione", un magnifico oratorio.
Haydn, con Mozart e Beethoven, costituiscono la triade generalmente denominata la "Scuola di Vienna": rimangono i padri del Classicismo, e sulla loro opera poggia tutto il Romanticismo, che esploderà in pieno '800.

Franz Joseph Haydn
1732 - 1809


 
 
Il recupero delle matrici della musica popolare, l'impegno sociale e patriottica e una concezione dell'armonia assai libera ed espressiva, sono i caratteri fondamentali del linguaggio di Leos Janacek.
Figlio di un maestro elementare, trascorse l'infanzia in povertà; studiò musica a Brno, continuando poi a Praga, a Lipsia e a Vienna.
Tornato a Brno, lavorò assiduamente come compositore, didatta, direttore di coro e d'orchestra; si dedicò intensamente anche alla ricerca del canto etnico, e alla ricerca psicologica e fisiologico-acustica.
Nel 1887 compose "Sarka", un'opera che risente ancora degli influssi di Smetana e Dvorak; proseguì poi il suo lavoro di compositore percorrendo un cammino più personale.
Con l'opera "Janufa" del 1904, Janacek raggiunse il suo linguaggio definitivo, quello con la caratteristica chiarezza ritmica e l'elemento del "parlato" assimilato a quello squisitamente lirico, con funzioni altamente espressive.
Nelle sue successive opere teatrali, emergono gli elementi morali - che caratterizzeranno sempre l'opera di Janacek -, ma anche gli aspetti ironici e soprattutto di critica verso la società borghese, attraverso espressioni musicali sempre fresche e chiare, a volte intrise di un latente senso di angoscia.
Tra i lavori suoi più maturi e importanti, ricordiamo "Viaggio del signor Broucek sulla Luna", "Kala Kabanova", "Diario di uno scomparso" (una stupenda raccolta di liriche), "Da una casa di morti" (da un'idea di Dostoevskij) e la rapsodia per orchestra Taras Bulba, ecc.
Notevole anche la sua produzione sinfonica e cameristica, caratterizzata da un linguaggio ormai pienamente e consapevolmente novecentesco.

Leos Janacek
1854 - 1928


 
 

Colto e cosmopolita, virtuoso brillante e spettacolare, Liszt ha espresso nelle sue composizioni sia l'improvvisazione acrobatica e l'arditezza tecnica, sia un'ispirazione più meditata ed interiore, spesso venata di una mistica religiosità.
Talento precocissimo, fu presto a Vienna con una borsa di studio, dove divenne allievo di Czerny e Salieri.
Dopo aver esordito a Vienna, a soli 11 anni, come pianista, frequentò a Parigi la scuola di Reicha e Paér, avviando nel contempo una leggendaria carriera di concertista.
Ridotta negli anni '30 la carriera pianistica, approfondì la sua cultura studiando e frequentando grandi artisti.
Riprese a pieno ritmo l'attività pianistica nei primi anni '40.
Nel '47 fu a Weimar come "Maestro della Cappella e del teatro di corte" dove, trascurando in parte il pianoforte, si dedicò soprattutto alla composizione ed alla diffusione di un repertorio storicamente importantissimo.
Abbandonata Weimar, nel '61 si trasferì a Roma e nel '65, a seguito di una crisi spirituale, ricevette gli Ordini minori.
Dal '69 in poi fu di nuovo a Weimar e a Budapest, con la carica di presidente dell'Accademia statale di musica, e dopo l'80 riprese anche l'attività concertistica.
Giunto a Bayreuth per seguire il Festival wagneriano, vi morì per polmonite.
Compose un'Opera, diversi poemi sinfonici, molta musica sacra, pagine corali, liederistiche, pianistiche, 2 Concerti e altri pezzi per pianoforte e orchestra.

Franz Liszt
1811 - 1886


 
 

La fama straordinaria di direttore d'orchestra ha oscurato per molto tempo l'attività creativa di Mahler, che solo nei tempi recenti è stata riconosciuta nei suoi valori di originalità e di anticipazione della musica moderna.
Di famiglia povera, iniziò lo studio della musica a 5 anni.
Dopo un breve periodo trascorso a Praga, si trasferì a Vienna dove poté frequentare il Conservatorio nelle classi di Epstein, Krenn e Fuchs.
Due anni più tardi avviò la carriera di direttore d'orchestra.
Diresse a Bad Hall, Lubiana, Olmiitz, Kassel, Praga, Lipsia, Budapest e Amburgo.
Chiusa l'esperienza amburghese, fu di nuovo a Vienna come direttore dell'Opera dove rimase fino al 1907, quindi a New York, in uno straordinario crescendo di notorietà, legata anche alle sue opinioni moderne in merito ai criteri interpretativi.
Parzialmente incompreso come compositore, diresse l'ultima volta nel febbraio del 1911 a New York.
Costretto a rientrare a Vienna per il peggioramento delle sue condizioni di salute, morì 3 mesi più tardi per una crisi cardiaca.
Compose 10 Sinfonie (l'ultima incompiuta) e molte pagine liederistiche.
Molte opere sono andate distrutte o perdute.

Gustav Mahler
1860 - 1911

 
 

Ricco, fortunato, rapidamente assurto a celebrità internazionale, Mendelsshon esercitò, con una musica misurata e luminosa e con un gusto raffinato e sicuro, una grande influenza sul gusto europeo ottocentesco.
Di famiglia colta e benestante, avviò gli studi musicali con la madre, proseguendoli a Berlino. Pianista dotatissimo, dopo aver conosciuto Weber e Goethe e aver iniziato l'attività compositiva e concertistica, nel '25 si trasferì a Parigi, dove venne in contatto con Cherubini, Reicha Kreutzer ed altri.
Tornò a Berlino nel '26 e qui frequentò l'università quindi si impegnò come direttore d'orchestra.
La sua prima prova in questo ambito fu con il recupero della "Passione secondo san Matteo" di Bach.
Lo troviamo poi a Londra, in Scozia, in Italia, in Svizzera e a Parigi.
Nominato nel '33 a Duesseldorf "Direttore generale della musica", in seguito ebbe gli incarichi di responsabile del Festival di Colonia e quindi di direttore del Gewandhaus di Lipsia, città nella quale si stabilì definitivamente.
Il '43 lo vide fondatore del Conservatorio di Lipsia.
Proprio al culmine del riconoscimento pubblico per il suo talento artistico e per le sue iniziative, Mendelssohn non resse alla notizia della morte dell'adorata sorella Fanny, e ne seguì la sorte pochi mesi dopo.
Compose Opere, musiche di scena, 5 Sinfonie, Ouvertures, Concerti, musica sacra, pianistica, corale, liederistica.

Felix Mendelsshon
Bartholdy
1809 - 1847

 
 
Bambino prodigio e precoce autore di sonate e sinfonie, Mozart portò a perfezione i modelli musicali del suo secolo, non senza manifestare nelle opere mature la nuova e inquieta sensibilità del nascente romanticismo.
Wolfgang abbozza le prime composizioni crescendo in un'atmosfera familiare armoniosa.
Con tutta la famiglia inizia a viaggiare: Germania, Francia e poi Inghilterra, Olanda Svizzera.
Tour nutritissimo di concerti.
Prosegue il lavoro della composizione ed inizia a scrivere le sue prime sinfonie;
Nel 1767, la famiglia Mozart si trasferisce a Vienna; Mozart qui scrive il Singspiel "Bastien und Bastienne"; la prima rappresentazione è a Vienna, nel 1767.
Ritorno a Salisburgo e quindi primo viaggio di Mozart in Italia sino a Napoli; durante la trasferta, il giovane si può confrontare con gli stili compositivi tipici italiani; i suoi concerti a Innsbruck, Verona, Mantova, Milano, Bologna, Firenze e Roma sono trionfali.
A Roma riceve il titolo di Cavaliere, e l'Ordine dello Sperone d'Oro dal Papa.
Per il nuovo insediamento del principe-vescovo salisburghese Hieronymus Conte di Colloredo, Mozart compone la Cantata "Il sogno di Scipione"; diviene Kozertmeister della Cappella di corte e, col padre, compie il terzo viaggio in Italia.
A Mannheim Mozart conosce Johann Christian Cannabich, il leader della famosa "Mannheimer Orchester"; si tratta di un'amicizia che darà molti frutti sul piano di una compiuta realizzazione di un' "Opera tedesca" da parte del giovane Mozart
Tornato a Salisburgo, Mozart viene nominato Organista di Corte e del Duomo.
Muove alla volta di Vienna, dove il nuovo Kaiser Joseph II richiede i suoi servigi quale Kapellmeister; poco tempo dopo, però, Mozart inizia a vivere quale artista libero da ogni legame, dedito solo alla composizione.
Prosegue la libera attività creativa di Mozart, ma è costretto a dare lezioni di pianoforte ed a tenere concerti; compone assiduamente, e suona in sale pubbliche e nelle case dei nobili.
Stringe amicizia con Haydn, al quale dedicherà alcuni Quartetti d'archi e nel 1786 debutta a Vienna con la prima esecuzione de "Le nozze di Figaro".
La rappresentazione viennese del "Don Giovanni" non ottiene lo stesso successo avuto a Praga; in estate Mozart compone in poche settimane le sue ultime tre sinfonie,.
Nel 1791 Schikaneder commissiona a Mozart il "Zauberflöte", il capolavoro assoluto di Mozart.
In luglio il conte Franz Walsegg zu Stuppach commissiona a Mozart un Requiem: sarà l'ultima composizione di Mozart, rimasta incompiuta.
Dopo breve periodo di malattia, muore mentre sua moglie si trova alle terme di Baden, nei pressi di Vienna; pochi intimi accompagnano il feretro sino alla Chiesa di S. Stefano; nessuno presenzia al trasferimento della salma sino al cimitero di St. Marxer Friedhof, dove viene sepolto in una fossa comune.

 

Wolfgang Amadeus Mozart
1756 - 1791

 
 

Il realismo di Modest Musorgskij, saldamente fondato sul canto popolare russo, oltrepassa le forme tradizionali della percezione musicale con un linguaggio immediato.
Avviato alla carriera militare, entrò nella Scuola dei Cadetti di Pietroburgo ma ben presto si dedicò interamente alla musica, entrando - non ancora ventenne - in contatto con Borodin, Dargomynski e Balakirev, col quale continuò gli studi di composizione.
Nel 1858 abbandonò definitivamente l'esercito, e cadde in totale povertà a causa dei moti rivoluzionari.
Lavorò poi per il Ministero degli interni, e tenne una lunga tournèe di concerti nella Russia meridionale.
Nel 1880 cessò ogni attività e visse miseramente; ricoverato nell'ospedale militare di Pietroburgo, vi morì d'infarto.
Il nome di Mussorgski, inizialmente legato a quello dei componenti del "Gruppo dei Cinque" si impose gradualmente all'attenzione del mondo come quello del maggiore compositore russo del secolo scorso.
Più di tutti i suoi contemporanei egli comprese che per liberarsi dalla pesante influenza della musica occidentale (francese, italiana e tedesca), era necessario attingere al patrimonio musicale del popolo russo.
Sulla scia di Glinka si volse così a temi nazionali a cui diede una veste interamente nuova, nel senso dell'individuazione di un linguaggio tutto personale e insieme di carattere nazionale, svincolato dalle coercizioni armoniche e formali di derivazione occidentale.
Di qui anche l'assurda accusa di dilettantismo mossa a Musorgskij: nel grandioso - e fu davvero tale - sforzo di abbandonare ogni schema che non fosse intrinseco ai modi musicali popolari egli, a differenza di Ciaikowski, non teme di impiegare forme assolutamente nuove e un linguaggio armonico e melodico sovente straordinariamente innovativo.
A parte i suoi Quadri di un'Esposizione, anche i suoi grandi affreschi sinfonici ben descrivono il suo sforzo storicamente significativo quanto necessario.

Modest Musorgskij
1839 - 1881

 
 

Precocissimo pianista e compositore, nonostante le aggressive asprezze timbriche e l'esasperato dinamismo ritmico, Prokofev rivela una costante disposizione all'effusione melodica.

Fu avviato presto dalla madre allo studio del pianoforte e, ancora bambino, prima di entrare al conservatorio di Pietroburgo, era in grado di comporre un'opera.
Le sue prime vere e proprie composizioni risalgono comunque al 1908 e sono dedicate al pianoforte.
Compiuti gli studi al conservatorio, nel 1910 fece il suo primo viaggio all'estero ed ebbe modo di approfondire le sue conoscenze musicali.
Dal 1918, per quindici anni, Prokofiev soggiornò all'estero: prima negli Stati Uniti e poi in Europa.
In questo periodo egli diventò famoso in tutto il mondo come esecutore e compositore, producendo ancora opere, balletti, sinfonie, concerti, brani da camera, con particolare attenzione al mondo espressivo del pianoforte.
Tornato definitivamente in Russia nel 1933, continuò la sua instancabile attività producendo i suoi capolavori; ebbe non pochi problemi col potere politico dell'URSS, che condizionò pesantemente le sue idee personali del comporre.
Morì a Mosca nel 1953.

Sergej Prokofev
1891 - 1953

 
 

Oltrepassati l'impressionismo e le evanescenti dissonanze debussyane, Maurice Ravel approda ad un mondo sonoro che, pur ancorato alle architetture tradizionali, accoglie le più recenti acquisizioni del linguaggio musicale.
Di padre francese e di madre basca, crebbe a Parigi, ricevendo le prime lezioni di pianoforte all'età di 7 anni.
Nell'89 entrò al Conservatorio, dove fu allievo di Charles de Bériot, Gédalge e Fauré.
Pur non uscendo nemmeno una volta vincitore al "Prix de Rome", nonostante quattro tentativi, nei primi anni del nuovo secolo si impose all'attenzione del pubblico con lavori originali e di indubbio valore.
Conclusi gli studi nel 1905, sentendosi in sintonia con le correnti più innovatrici nel 1909 fondò la "Société Musicale Indépendente" in antitesi alla "Société Nationale".
Nel frattempo le sue attività si facevano sempre più intense.
Durante la guerra si arruolò come autista, ma venne congedato per motivi di salute.
In seguito, ammirato dall'ambiente musicale internazionale, trovò un nuovo periodo fecondo, anche come pianista e direttore d'orchestra.
Gravi disturbi al cervello, causati da un incidente d'auto, gli spensero creatività e vita.
Compose opere teatrali, balletti, lavori per orchestra, 2 Concerti per pianoforte, pagine vocali e pianistiche.

Maurice Ravel
1875 - 1937

 
 

Rimskij - Korsakov dette un contributo fondamentale alla nascita di un linguaggio musicale russo attraverso la sua duplice attività di compositore e insegnante. Autore di grandi capolavori sinfonici, fu anche un narratore colorito di leggende russe, per le quali recuperò temi del folclore nazionale.
Iniziò a studiare pianoforte a 6 anni, misurandosi ben presto con la composizione.
Nonostante l'avvio della carriera militare in marina, continuò ad approfondire lo studio della musica anche durante i tre anni passati sulla nave-scuola Almaz, nei quali rimase in corrispondenza con Balakirev, conosciuto nel '61.
Nel '71, abbandonando la marina, accettò la cattedra di composizione e strumentazione al Conservatorio di San Pietroburgo.
Si accostò anche a Ciaikowskij con l'intenzione di consolidare sempre più il suo bagaglio culturale, mentre si delineava il suo contrasto con le idee di Mussorgoskij.
Nel '74 successe a Balakirev come direttore della "Scuola libera di musica", occupandosi anche della diffusione della musica russa.
Nel 1905, per aver appoggiato una richiesta di autonomia del Conservatorio giudicata inopportuna, dovette dimettersi dall'insegnamento.
Riacquistò il posto, tuttavia, grazie a diverse pressioni esercitate in suo favore.
Successivamente organizzò un viaggio a Parigi con lo scopo di far conoscere la musica russa.
L'anno seguente, un malore improvviso pose fine alla sua esistenza.
La sua scuola fu decisiva per la formazione di molti musicisti russi.
Compose Opere, 3 Sinfonie e altri pezzi per orchestra, un Concerto per pianoforte, lavori corali, pianistici, vocali.

Nikolaj Rimskij-Korsakov
1844 - 1908


 
 

Compositore, critico e intellettuale, Robert Schumann rappresenta emblematicamente, nella ricerca di nuovi ideali formali, il travaglio dell'inquietudine romantica.
Figlio di un editore, si accostò giovanissimo alla poesia, alla letteratura ed alla musica.
Conclusi gli studi liceali, dopo il suicidio della sorella e la morte del padre, si trasferì a Lipsia, dove studiò pianoforte con Friedrich Wieck.
Fu costretto ad interrompere una brillante carriera di virtuoso, a causa di un infortunio alla mano destra, perciò si dedicò maggiormente alla composizione.
Nel '34 fondò la "Neue Zeitschrift fuer Musik" per la quale scrisse numerosissimi articoli di critica.
Divenne insegnante di pianoforte al Conservatorio di Lipsia, ma in breve tempo abbandonò l'incarico spostandosi prima a Dresda poi a Duesseldorf, sempre come direttore d'orchestra.
Soggetto a disturbi nervosi via via più gravi, nel '54 tentò il suicidio.
Trascorse gli ultimi anni in una casa di cura, tra le attenzioni della moglie, di Brahms e di Joseph Joachim.
Compose un'Opera, 4 Sinfonie e diverse Ouvertures per orchestra, Concerti per pianoforte, per violino, per violoncello, pezzi corali, pianistici, liederistici.

Robert Schumann
1810 - 1856


 
 

Sensibile interprete della bellezza malinconica del paesaggio nordico e dei miti nazionali, Sibelius incanala la propria aspirazione entro strutture compositive di ampio respiro e di grande sapienza orchestrale, che ne fanno un epigono del sinfonismo tardoromantico.
Intraprese lo studio del diritto, ma poi passò all'Istituto musicale di Helsinki dove rimase dall'85 all'89.
In seguito studiò a Berlino e a Vienna, divenendo allievo di Wegelius, Busoni, Fuchs e Goldmark.
Tornato in patria nel '92, portò a termine la sua prima importante composizione, "Kullervo", poema sinfonico con soli e coro che riscosse un immediato successo.
Dopo il matrimonio, divenne insegnante all'Istituto di musica e compose altri poemi sinfonici, nei quali la sua adesione al movimento nazionalista si manifestava chiaramente.
Un esempio è il titolo stesso dì una sua celebre composizione, "Finlandia" (1899).
Ottenuto uno stipendio annuo dal governo, che poi divenne un vitalizio, nel 1904 si trasferì a Járvenpáá dove rimase, a parte alcuni viaggi in Inghilterra e negli Stati Uniti, fino alla morte.
A partire dal 1926, in un crescendo di consensi e di notorietà internazionale, abbandonò quasi completamente l'attività compositiva.
Compose un'Opera, musiche di scena e molte composizioni sinfoniche (tra cui 7 Sinfonie), un Concerto per violino e orchestra, pagine corali, pianistiche, organistiche e liederistiche.

Jean Sibelius
1865 - 1957


 
 

In un'epoca di profondi rivolgimenti politici, Smetana seppe fondere la spontanea musicalità dei Boemi con la tradizione colta, assumendo il ruolo di apostolo di una rinascita nazionale attraverso la musica.
Violinista e pianista già dall'età di 4 anni, studiò in diverse città ceche tra cui Praga, dove esercitò anche l'attività di insegnante privato.
Conosciuti Liszt e Berlioz, aderì al movimento rivoluzionario e divenne l'insegnante di pianoforte dell'imperatore Ferdinando I, giunto a Praga dopo aver abdicato in favore di Francesco Giuseppe.
Un anno dopo la morte della figlioletta, nel '56 partì per la Svezia, nominato direttore d'orchestra dalla "Società Filarmonica" di Goteborg.
Nel '61, però, decise il definitivo ritorno in patria, progettando lo sviluppo di un'arte "nazionale".
Ben introdotto nel mondo artistico e letterario si impegnò per creare le basi della diffusione della cultura musicale a Praga, accettando anche una nomina di direttore d'orchestra al Teatro Provvisorio.
Da quel periodo cominciarono a manifestarsi i sintomi di una progressiva sordità, cui si aggiunsero, gravi turbe mentali.
Si spense in una casa di cura.
Compose Opere, vari poemi sinfonici ed altri pezzi per orchestra, pagine corali, liederistiche, pianistiche.

Bedrich Smetana
1824 - 1884

 
 

Compositore acclamatissimo all'epoca della Germania Guglielmina, Strauss lasciò una vasta produzione improntata ad una concezione descrittiva della musica e profondamente legata alla grande tradizione romantica tedesca.
Figlio di musicisti, si mise in mostra come compositore già nel 1881, a Monaco, quindi a Vienna e a New York.
Conobbe Hans von Bulow che, dopo aver scoperto anche le sue doti di direttore, lo nominò suo assistente e maestro del coro.
Conclusa l'esperienza a Meiningen accanto a Bulow, si trasferì all'Opera di Monaco come terzo direttore e maestro del coro.
Trascorse poi 5 anni alla corte di Weimar, debuttò a Bayreuth, quindi passò di nuovo a Monaco e, nel '98, a Berlino, come direttore dell'Orchestra reale prussiana.
Dal 1919 si trasferì all'Opera di Vienna, ma sei anni dopo abbandonò ogni impegno direttoriale per dedicarsi esclusivamente alla composizione.
Fu presidente della Camera musicale del Reich, e questo gli costò il processo di Norimberga, dal quale però uscì pienamente assolto.
Compose Opere, balletti, 2 Sinfonie e vari poemi sinfonici, Concerti per corno, per oboe, per violino, lavori per pianoforte e orchestra, pagine pianistiche, vocali, liederistiche.

Richard Strauss
1864 - 1949


 
 

Compositore geniale Stravinski ha attinto a un materiale immenso, dall'operismo classico al folclore e alla dodecafonia, operandone una ricapitolazione critica e insieme una ricreazione fantastica.
Incominciò a studiare musica relativamente tardi, quando, già avviato agli studi universitari di legge, incontrò il compositore Rimskij - Korsakov, che lo prese tra i suoi allievi.
Un approfondito studio della composizione gli permise di elaborare i suoi primi lavori importanti.
Nel 1908 ebbe occasione di conoscere Sergej Diaghilev, direttore della compagnia dei balletti russi operanti a Parigi.
Diaghilev intuì subito il talento di Stravinskij e decise di commissionargli alcuni brani, fra i quali i tre balletti che fecero la fortuna del musicista: L'uccello di fuoco, Petruska e La sagra della primavera.
In questi lavori Stravinskij mostra già di possedere una forte personalità e uno stile molto originale, legati entrambi alla capacità di reinterpretare e rielaborare elementi folklorici tradizionali della musica popolare russa.
La sua musica venne considerata da molti eccessivamente innovativa: forse non si erano accorti di trovarsi di fronte a uno degli uomini che avrebbero cambiato il cammino della storia della musica del '900.
Con lo scoppio della prima guerra mondiale, Stravinskij lasciò definitivamente la Russia per stabilirsi a Ginevra, in Svizzera, dove compose musiche in cui introdusse elementi tratti da vari generi musicali tra i quali anche il jazz.
Nascono così la Storia del soldato (un insieme di parti recitate, parti suonate e parti ballate), il famoso Ragtime composto per un gruppo di undici strumenti, e Piano rag Music, tutti con chiari riferimenti stilistici alla musica jazzistica americana, o afro-americana, e sempre caratterizzata da uno sfondo di lucida, intellettualistica ironia.
L'evoluzione stilistica di Stravinskij però non si ferma qui: nel 1919 egli accettò infatti di musicare un balletto su musiche di Pergolesi: nasce così Pulcinella, piccolo capolavoro in stile detto "neoclassico", che si fonda sulla ripresa e sulla rielaborazione di musiche del Settecento.
Negli ultimi anni di vita Stravinskij si avvicinò anche alla musica dodecafonica, ma le ultime opere del compositore russo hanno più il sapore della reazione che non dell'ulteriore apertura.
E' così possibile tracciare un collegamento immaginario fra la produzione del russo e certe ambientazioni sonore tipiche della Seconda Scuola di Vienna, così come in certe pennellate di incredibile colore, è possibile accomunare certe forme di linguaggio strawinskiano al linguaggio impressionistico-descrittivo di un Debussy.
Morì quasi novantenne, ormai conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

Igor Stravinski
1882 - 1971

 
 
Fu uno dei compositori più interessanti del panorama italiano del '700: grandissimo innovatore della tecnica violinistica, gettò le basi per quelle che sarebbero state in seguito le riforme compositivo-strumentali effettuate da Viotti e Paganini.
Tartini, anche se destinato dal padre alla carriera ecclesiastica, e dopo aver studiato legge a Padova, essendo votato alla musica, iniziò a lavorare aprendo una scuola di musica e scherma.
Si sposò nel 1710, ma la moglie venne rinchiusa in un monastero, e Tartini si recò a Assisi dove pure visse in un monastero; di lì si trasferì ad Ancona, dove potè ricongiungersi alla moglie; dopodichè, dal 1721 fu primo violino alla Cappella del Santo di Padova.
Si trasferì a Praga - dove era stato chiamato per chiara fama - e dal 1726 sino alla fine dei suoi giorni, fu nuovamente a Padova; in vita ebbe la massima stima dei suoi contemporanei, e fu un maestro di musica assai noto.
Di lui rimangono circa 130 concerti e oltre 200 Sonate per uno o due violini e basso continuo; importantissimi anche i suoi trattati di acustica e didattica.

Giuseppe Tartini
1692 - 1770

 
 
Compositore fecondissimo e infaticabile animatore della vita musicale amburghese, Telemann, contemporaneo di Bach e di Handel, ricoprì cariche prestigiose che gli procurarono una vastissima popolarità.
Iniziò la sua attività di musicista esercitando come maestro di cappella in una chiesa di Lipsia, dove fondò anche un coro studentesco.
Viaggiò più volte in Polonia, prima di stabilirsi, a Eisenach quale maestro di cappella a Corte.
Dal 1712 fu poi a Francoforte e nel 1721 si stabilì a Amburgo, dove svolse attività di maestro di cappella e organizzatore della vita musicale della città.
Nel 1728 fondò il primo giornale di musica tedesco, il "Getreuer Musik-Meister".
Contemporaneo di Bach, Telemann fu una delle figure più estroverse e interessanti del suo periodo.
La sua musica dimostra come egli assimilò tutti gli stili del tempo, presi dalle scuole tedesche, francesi e italiane.
La sua produzione è a dir poco copiosissima (scrisse più di Bach e Haendel messi insieme), e anche se essa risulta spesso assai superficiale, rappresenta un importante anello di congiungimento tra l'epoca che fu di Bach e quella di Mozart, ovvero un ponte ideale fra il barocco e il rococò.
Il suo lavoro più conosciuto è la "Tafelmusik" del 1733, destinata all'esecuzione durante i banchetti di festeggiamento.

Georg Philipp Telemann
1681 - 1767

 
 
La riscoperta, tuttora incompleta, della produzione vivaldiana ha rivelato una personalità incline ad un inquieto estro inventivo e ad un vigore fantastico di straordinaria varietà e ricchezza.
Fu Violinista e compositore ma di lui si hanno poche notizie certe sulla sua vita, anche perché la sua opera, apprezzata dai contemporanei, cadde poi nell'oblio e solo poco tempo fa venne nuovamente rivalutata.
Venne ordinato sacerdote nel 1703 e in quel periodo fu nominato maestro di coro e di violino nel celebre conservatorio dell'"Ospedale della Pietà".
I maggiori successi, tuttavia, li conseguì a Mantova, a Milano e a Roma; l'ostilità dei veneziani era probabilmente conseguenza del carattere innovatore della sua musica, o - forse - della sregolatezza della sua vita.
Il prete rosso (così fu chiamato), introdusse - soprattutto nel genere dei concerti - elementi armonici, melodici e subì in parte l'influsso di Corelli, difatti Bach apprezzò molto i suoi lavori usando suoi temi per rielaborazioni e trascrizioni.
Alla sua produzione appartengono 78 concerti editi e più di 300 concerti inediti; sono da ricordare - all'interno della sua sterminata produzione - la nota serie di 4 concerti "Le quattro stagioni" ed il bellissimo oratorio "Juditha triumphans", per soli, coro e orchestra.
Il suo linguaggio, in ogni caso, è non solo innovativo, ma aprì effettivamente nuove strade che resero possibili a molti compositori nuove evoluzioni di linguaggio e di struttura.

Antonio Vivaldi
1678-1741


 
 

La fusione operata da Wagner fra il teatro musicale e la tradizione sinfonica tedesca, rappresenta una vera e propria rivoluzione, maturata attraverso l'assorbimento di tutti i motivi del romanticismo e l'affermazione di una nuova estetica in cui arte e vita si intrecciamo indissolubilmente.
Nato a Lipsia, fu con Verdi il massimo esponente del melodramma romantico.
Non fu soltanto compositore, ma anche poeta e critico di grande levatura intellettuale (non si deve però dimenticare che Wagner è autore di uno scritto di dubbia interpretazione intitolato "Gli ebrei nella musica ").
Le sue opere liriche furono concepite come un insieme di musica, parola e immagini, legate alla messa in scena teatrale.
Per questo motivo scelse di scrivere egli stesso i libretti della sue opere, ispirandosi soprattutto alla mitologia e alla storia del suo Paese.
Divenuto famoso e protetto dal re di Baviera Luigi II, fece costruire nella città di Bayreuth un teatro che rispondesse esattamente alle esigenze dell'estetica della sua opera.
Sul piano musicale, Wagner concepì l'opera come un continuo ininterrotto della melodia, in cui si inserirono i Leit-Motiv, cioè temi musicali ricorrenti, legati a un personaggio o a una particolare situazione della vicenda.
Ispirate al mondo della più lontana musica tedesca fu il "Tannhäuser", del 1845, che ci parla dei Minnesänger, cioè dei trovatori e trovieri tedeschi.
"I maestri cantori di Norimberga", fu forse l'unica opera di Wagner che, pur senza poter essere assolutamente definita comica, racconta una vicenda il cui sviluppo presenta un certo stato di serenità.
Ispirate a leggende medievali sono invece il "Lohengrin", "Tristano e Isotta", il "Parsifal", l'ultimo lavoro, rappresentato un anno prima della sua morte a Venezia e, soprattutto, il ciclo de "L'anello del Nibelungo".

Richard Wagner
1813 - 1883


 
 

Precursore di Wagner nella creazione di un'opera nazionale tedesca, Carl Maria von Weber, pur non dimenticando la lezione del classicismo, esprime con una travolgente fantasia melodica e una robusta intuizione drammatica, la sensibilità e l'estetica romantiche.
Figlio di un violinista impegnato in un'attività itinerante, visse fin da bambino nell'ambiente teatrale.
Dopo studi disordinati, trovò uno stimolo proficuo negli insegnamenti dell'abate Vogler, a Vienna, ma poi fu ancora a Karlsruhe nel 1806, a Stoccarda nel 1807 e quindi alla corte dei Wuerttemberg fino al 1910.
Già compositore di successo, in seguito si dedicò al concertismo, mentre il suo stile di vita rimaneva dispersivo, ma anche ricco di stimoli creativi.
Direttore dell'Opera di Praga e poi, dal 1816 alla morte, di quella di Dresda, sempre più preso da molteplici impegni, rallentò molto la scrittura di nuovi lavori, accettando comunque dal Covent Garden di Londra la commissione dell'opera Oberon.
Morì di tubercolosi in Inghilterra, dove si trovava per la prima dell'Oberon e per una tournée di concerti.
Compose Opere, musiche di scena, lavori sacri, corali, Concerti, pagine liederistiche e pianistiche.

Carl Maria von Weber
1786 - 1826